neural online


 
 
 > News archive  > Neural Magazine  > Neural Station  
 > emusic  > new media art  > hacktivism  
. dvd video
Archivos Babilonia
<dvd> Archivos del Observatorio - OVNI
'Docs from the darkest side of the empire' è il sottotitolo di questa produzione dell'archivio OVNI (Observatori De Video No Identificat) di Barcellona, un'impressionante raccolta documentativa di propaganda militare e tecnologica che descrive con il suo stesso linguaggio la 'army culture', ossia l'insieme dei 'valori' sbandierati al grande pubblico come paravento alla programmazione dello sterminio del nemico in carne e ossa. La spietata criminalizzazione del diverso emerge prepotente da ogni documento, resa 'necessaria' da motivazioni quali la tutela della propria famiglia, o dalla propria autoaffermazione e si incarna in differenti strategie di comunicazione. La violenza è sempre assunta come paradigma indispensabile e rassicurante, e il potere delle armi è venduto come sicurezza, come nel caso dei veivoli da guerra dove gli spazi aerei sono invisibilmente definiti come spazio d'elezione per il controllo. Nuove sperimentazioni avanzate delle attrezzature su campo di battaglia e spot di videogame che inscenano i conflitti, esorcizzandone e rendendo incorporee le tragedie umane dello scontro, sono messe in sequenza senza alcun tipo di editing o introduzione, lasciando che i materiali parlino da soli. Cosa che avviene brillantemente nel lungo video di un attacco notturno, con le immagini che richiamano uno straniante videogame, asettico e spietato senza sembrarlo, in cui le sagome dei fuggitivi sono freddate dalle esplosioni, così come la lunghissima sequenza degli spot per il reclutamento nell'esercito americano. E altrettanto incredibili sono le similitudini con i film di genere prodotti da hollywood, sia nel montaggio, appena meno parossistico, che con la colonna sonora, fatta di identici toni da arcadia, metal commerciale oppure meno incredibili similitudini con la casualità dei soundtrack dei film porno. L'insopportabile univocità e finta compostezza, intrisa di una continua stucchevole retorica degli impressionanti discorsi ufficiali post-9.11, lasciano infine un'inguaribile senso di nausea che accompagna questa bulimica propaganda che si autoalimenta nel suo stesso disgustoso e torbido brodo d'affari.