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22.11.02 IIlegal Art, festival plagiarista a New York.
Illegal Art: Freedom of Expression in the Corporate Age è una mostra Partendo dallo stesso principio che ha guidato i jazzisti degli anni trenta e gli illustratori dei Looney Tunes negli anni quaranta, la filosofia che si cerca di affermare è quella che prendere a prestito lavoro altrui per costruire il proprio non è un reato, altrimenti generi come il collage, la Pop Art o l'hip hop non sarebbero mai esistiti. Nelle intenzioni dei curatori anche la notazione che il diritto d'autore riconosciuto nella costituzione degli USA fosse stato inteso in orgine per facilitare gli scambi d'idee e non per impedirli. L''arte degenerata' dell'era corporativa, come viene definita comprende due sezioni: una di visual arts, e l'altra di film e video. Nella prima classici come la copertina 'U2' dei Negativland, quella con i Beatles dei primi Residents, i lavori che hanno causato le cause intentate da Matt Groenig dei Simpson (bunnyhop), la Starbucks a Kieron Dwyer (parodia logo Sturbucks), la Mattel a Tom Forsythe (installazioni con Barbie), e così via. Nella parte di animazioni, invece, si va da Bush inserito abusivamente in un episodio dei Teletubbies, alla sferzante critica della guerra in Iraq del 1991 fatta da Phil Patiris fatta attraverso i prodotti dell'industria americana, fino a 'Gimme the Mermaid', video dei Negativland realizzato da un impiegato Disney fuori dalle ore lavorative.