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. book
Geert Lovink
my First Recession
<book> V2_NAi Publishers
ISBN 90-5662-353-2
In un prolifico flusso di produzioni cartacee, Geert Lovink, fondatore di Nettime e attento coordinatore di diverse iniziative di criticismo della rete, ha appena sfornato il suo terzo titolo in poco più di un anno. Dopo 'Dark Fiber' e 'Uncanny Networks' usciti per la MIT Press. 'my First Recession', infatti, rappresenta uno sforzo più slanciato nella contemporaneità e meno storicistico dei due precedenti, andando a saldare la cesura fra euforia e scetticismo a fasi alterne che ha caratterizzato la quasi totalità dei testi teorici che hanno per oggetto la rete. Qui lo stesso criticismo si cristallizza intorno ad un'indispensabile archeologia dei media che si fonda su materiali del passato più prossimo, campionando opportunamente teorie dei media in copiosa quantità, contestualizzandole in una chiara prospettiva politica. Questa radicandosi su pratiche trasversali, figlie della riflessione sulle pratiche algoritmiche del codice, arriva a consolidare le strategie che scardinano il giornalismo autocompiacente, sempre pronto ad urlare grandi successi e grandi catastrofi, relegandolo a giullare dell'industria, e costruendo invece un coerente e affascinante panorama di situazioni e metodi efficaci per uno sviluppo tecnologico sostenibile e, a suo modo, di rottura con il passato. La comprensione dei meccanismi di rete ne è comunque alla base, insieme all'analisi del potenziale della struttura di network, struttura che caratterizza inevitabilmente gli scambi quotidiani d'informazioni e di merce, e che politicamente, economicamente e ideologicamente dà forma all'innovazione. Il tutto attraversando spesso lo sviluppo e le controversie delle mailing list, uno dei terreni di ricerca preferito di Lovink, strenuo sostenitore del 'collaborative filtering' come forma intrinseca di moderazione, e di cui sa tenere agevolmente le fila. Probabilmente le liste rappresentano una sorta di storia orale per alcuni avvenimenti contemporanei, raccontati da voci multiple e personali, attraverso cui le idee forti emergono e si diffondono in maniera virale producendo nuovi sensi e, sempre più spesso, nuove attive aggregazioni pronte a cambiare ciò che li circonda.