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sequestro indymedia
11.10.04
Sequestro Indymedia, che senso ha?.
Gli hard disk contenenti una ventina di siti locali e nazionali di Indymedia sono stati sequestrati il 7 ottobre scorso al provider Rackspace, nella sua sede inglese, mettendo offline buona parte delle branche nazionali e locali fra cui quelle di Italia, Polonia, Western Massachusetts, Paesi Baschi, Belgio, Portogallo, Brasile, Regno Unito e Germania. La richiesta di sequestro sarebbe partita dall'Italia e dalla Svizzera, secondo le dichiarazioni dell'FBI riportate dall'ANSA, forse concernenti presunte apologie di reato successive alla strage di Nassirya, comunque in riferimento al MLAT (Mutual Legal Assistance Treaty), un accordo internazionale di collaborazione fra stati in tema di terrorismo internazionale, rapimenti e riciclaggio di denaro sporco. Ma anche in quest'ottica ha ancora senso sequestrare gli hard disk di un sito? Anche le pietre ormai sanno che i suoi contenuti, se conservati con un backup, possono essere duplicati, redistribuiti e resi fruibili online all'infinito. L'unica giustificazione apparente nello staccarli dai cavi di rete è che le forze dell'ordine abbiano ancora bisogno di un supporto fisico, che possa essere 'visibile' e, sempre 'fisicamente' relazionabile con gli accusati. E sembra non bastarne nemmeno una copia, lasciando il servizio inalterato, per cui questo 'oscuramento' ha molto più il carattere di un'interruzione di servizio, ossia di un'aperta minaccia ad un sistema d'informazione nato contro qualsivoglia tipo di censura. Anche il segretario generale dell'International Federation of Journalists ha infatti parlato d'intimidazione più che di persecuzione di un eventuale crimine. E mentre, cercando di fare tesoro di quest'esperienza, su Slashdot è stata pubblicata una ricerca sui (pochi) provider che rimuovono immediatamente il materiale in seguito ad un ingiunzione è stato realizzato un'instant game da Molleindustria ('Enduring Indymedia') che visualizza la lotta fra i politici alieni alle realtà d'informazione in rete e l'imprendibile moltiplicarsi delle stesse nel territorio.