neural.it new media art, e-music, hacktivism
neural magazine
suoni futuri digitali
 
 
 > News archive  > Neural Magazine  > Neural Station  
 > emusic  > new media art  > hacktivism  
.hacktivism
Un_wiki, Wayne Clements
02.04.06
Un_wiki, Wikipedia radical polemic.
Scricchiola l'utopia Wikipedia? é in contraddizione il libero editing dei contenuti sulla free enciclopedia con l'oligarchia della comunità di chi la gestisce? A questi interrogativi sembra rispondere in maniera affermativa il software artist Wayne Clements con il progetto un-wiki. Si tratta di un generatore di testo, realizzato in Perl, che recupera gli inserimenti non accettati da wikipedia e li visualizza in maniera dinamica. La fonte cui attinge è il Deletion Log, una lista in cui vengono elencate tutte le pagine che hanno abusato dello spirito democratico di Wikipedia con false notizie o volgarità gratuite. Lo script di Un_wiki estrapola il testo offensivo e lo rivolge a chiunque, tanto che il disclaimer avverte l'utente pudico a non inoltrarsi se impreparato. L'obbiettivo del progetto è quello d evidenziare l'antagonismo tra la formale democrazia di Wikipedia, in cui chiunque (una volta iscritto) può editare una pagina, e l'atteggiamento censorio dei system admins che possono correggere o cancellare qualsiasi contributo. A prescindere dall'interessante analisi che Wayne Clements conduce sulle Text Machines, a dimostrazione del fatto che un artwork può essere costituito da istruzioni per la sola manipolazione testuale, non è automaticamente condivisibile la polemica radicale che sta alla base del progetto. Se è vero che la software art è radicale per definizione, nel suo atteggiamento sovversivo che si appropria di codici istituzionali stravolgendoli in discorsi sarcastici, il blue ribbon contro Wikipedia pare esagerato. Laddove il wiki, nato nel rispetto dei principi di libera partecipazione collaborativa, si istituzionalizza crescendo, ciò non significa che si snaturi, piuttosto che impara a conoscere i compromessi dell'età adulta, quella del web 2.0.
Valentina Culatti